Problemi in campo e fuori per il nuovo Milan. L'ultimo schiaffo è arrivato da Nyon: la Uefa ha bocciato il voluntary agreement proposto dalla dirigenza rossonera. Il progetto di Li Yonghong, presentato da Fassone a inizio novembre, per rientrare nei parametri non ha convinto la commissione del fair play Uefa. Ora cosa rischiano i rossoneri? In caso di qualificazione in Champions o Europa League, sicuramente sanzioni ancora da stabilire.
Dopo Benevento, un'altra beffa per il Milan. Questa, però, rischia di far molto più male perché alimenta i dubbi (già tanti) sulla nuova proprietà cinese. Il no della Uefa sulle 150 pagine di dossier, presentato dai manager rossoneri, è un segnale per nulla incoraggiante e complica i piani di Fassone. A Nyon, in pratica, non hanno creduto alla potenzialità del mercato cinese su cui Li Yonghong ha basato tutto.
Ora cosa succede? Oltre al danno d'immagine, il Milan sarà sottoposto a sanzioni in caso di qualificazione alle coppe europee. Pene e limitazioni che saranno decise in primavera. Il pericolo più grande è l'esclusione. Fassone, uomo di numeri (come lui stesso si è definito), dovrà trovare un'altra strada per far quadrare i conti. Le cessioni eccellenti in estate, per ora non previste, potrebbero quindi diventare necessarie.
I conti del club, nonostante gli aumenti di capitale, continuano a essere preoccupanti per i parametri Uefa e così anche il patteggiamento (settlement agreement) che negli ultimi anni è stato ottenuto da Roma e Inter potrebbe essere un miraggio.
(fonte: sportmediaset.mediaset.it)

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